Progetto a casa mia

PERMETTERE AD ANZIANI CON MALATTIE CRONICHE IN FASE INVALIDANTE DI ESSERE CURATI A CASA PROPRIA ANCHE SE NON ABBIENTI.

A casa mia

PROGETTO PER PERMETTERE AD ANZIANI CON MALATTIE CRONICHE IN FASE INVALIDANTE (AD ESEMPIO DEMENZA, PARKINSON, ESITI ICTALI, MALATTIE NEUROLOGICHE OD OSTEO-ARTICOLARI CON INVALIDITÀ PROGRESSIVA) DI ESSERE CURATI A CASA PROPRIA ANCHE SE NON ABBIENTI.

Il popolo italiano è un popolo di longevi, il terzo a livello planetario, il 20% degli Italiani hanno più di 65 anni.  L’Emilia Romagna, dopo la Liguria è la regione con più elevato numero di persone anziane. Dopo gli 85 anni il 26% delle persone si ammalano di demenza (1 su 4), dopo i 90 il 41% (più di 1 su 3), dopo i 95 il 46% (circa 1 su 2). La prevalenza della malattia di Parkinson è pari all’1-2% della popolazione sopra i 60 anni e al 3-5% della popolazione sopra gli 85 anni. Oltre gli 85 anni l’incidenza dell’ictus è tra 2-3,5% con alta preponderanza di ictus ischemici. Altre malattie neurologiche come la sclerosi multipla e la SLA, comportano in fasi avanzate della patologia gradi di inabilità altrettanto importanti anche se hanno una minore prevalenza (in Italia i malati di sclerosi multipla sono 113 casi ogni 100.000 abitanti, i malati di SLA 6 casi ogni 100.000 abitanti). Lo Stato destina alle Regioni risorse economiche per la salute dei cittadini. Tali risorse sono “pesate” in base al numero degli abitanti ed alla percentuale di anziani residenti in ogni Regione. Ad esempio la Liguria e l’Emilia Romagna che hanno un più elevato tasso di anziani ricevono più risorse rispetto a Regioni con popolazione più giovane. Tuttavia, negli ultimi anni il budget per la spesa sanitaria di regioni come anche dell’Emilia Romagna non è stato adeguato nonostante l’aumento dell’età media della popolazione.  Per mantenere al proprio domicilio un anziano affetto da patologie fisicamente o mentalmente invalidanti, in quest’ultimo caso, soprattutto se la malattia si esprime con disturbi comportamentali, è necessario avere l’aiuto di medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti  familiari,  che possano rendere possibile la cura dell’anziano a casa. In oltre è necessario un supporto informativo, formativo e psicologico a familiari, assistenti e volontari.

Un’assistenza molto valida a domicilio avviene già per i malati di tumore in fase avanzata grazie all’ANT che ricorre, per tale assistenza, di validi ed esperti collaboratori. II “Modello ANT” è sicuramente un modello di welfare moderno che permette di raccogliere risorse donate da persone abbienti e generose in favore di altre svantaggiate. Il Modello ANT, che mira a reclutare da donazioni e lasciti testamentari, le risorse economiche per finanziare l’assistenza a persone con patologie particolarmente invalidanti, sarà, a mio parere, nel prossimo futuro, il modello che otterrà migliore risultato. Attualmente esiste “un’emergenza anziani fragili comorbidi (affetti da più malattie) con patologie in fase invalidante” che non riescono più ad accedere ai servizi ambulatoriali, poiché impossibilitati ad uscire di casa, tale emergenza si farà sempre più pressante nei prossimi anni. Nel contempo le famiglie che hanno al proprio interno uno o, talora, più di uno di tali anziani si sentono oppresse da un impegno assistenziale molto gravoso e possono contare su scarsi aiuti istituzionali, spesso si appoggiano ad Associazioni di Volontariato o Promozione Sociale che tuttavia possono fornire prezioso, ma insufficiente sostegno.

I medici di Medicina Generale fanno sempre più fatica ad aprire delle ospedalizzazioni domiciliari (ADI), poiché i pazienti che ne avrebbero necessità sono troppi. Si teme poi, nel prossimo futuro, una riduzione del numero dei Medici di Medicina Generale, per mancata completa sostituzione di quelli che andranno in pensione. Le famiglie che hanno nel proprio nucleo un anziano fragile necessitano poi dell’aiuto di Assistenti familiari esperti.

COME REALIZZARE, QUINDI, UNA PROFICUA ASSISTENZA A DOMICILIO ANCHE PER CHI HA UN ISEE BASSO?

Per affrontare l’assistenza domiciliare dell’anziano fragile comorbido l’ Associazione Non perdiamo la testa ha costruito il Progetto Pilota “A CASA MIA”. Progetto che vuole porsi a sostegno dell’opera dei Medici di Medicina Generale e degli Assistenti Sociali nel territorio di Bologna e di Pianoro.

Il progetto ha previsto:

  • Creazione di un fondo costituito da donazioni e dal finanziamento da parte della Fondazione Carisbo di 18.000 euro (abbiamo vinto il bando Nuove età 2019).
  • Appena possibile, organizzazione di eventi volti a sensibilizzare la popolazione locale nei riguardi del progetto e della possibilità di finanziarlo.
  • Contatti con i medici di Medicina Generale del Comune di Pianoro e di Bologna per fare conoscere il progetto e mettere a punto una fattiva collaborazione.
  • Contatti con i Servizi di Assistenza Sociale di Pianoro e di Bologna per fare conoscere il progetto e mettere a punto una fattiva collaborazione.
  • Collaborazione con Geriatri, Psicologi, Educatori professionali, Fisiatri e Fisioterapisti, infermieri esperti nella cura dell’anziano fisicamente e mentalmente fragile.
  • Collaborazione con medici ecografisti.
  • Il Centro Medico Attiva farà da Sponsor e fornirà gratuitamente strumenti diagnostici ( ecografo, elettrocardiografo) e terapeutici (Tecar portatile).
  • Collaborazione con animatori per la terapia occupazionale.
  • Costituzione di una rete di collaborazione con Associazioni che si occupano di anziani fragili: Amici di Tamara e Davide, Iniziativa Parkinsoniani, Alice (pazienti con esiti di ictus cerebri), Associazioni di malati con Sclerosi Multipla , SLA, ecc…..
  • Prosecuzione dei Corsi gratuiti per Caregiver: familiari e assistenti familiari sull’assistenza all’anziano non autosufficiente portatore di patologie croniche invalidanti.
  • Creazione di pacchetti assistenziali a domicilio personalizzati in base alla valutazione e programmazione fatta dal Medico di Medicina Generale coadiuvato dal Geriatra. I pacchetti potranno comprendere: assistenza infermieristica, visite geriatriche, supporto psicologico a paziente e caregiver, fisioterapia, supporto diagnostico con ecografie a domicilio. In oltre sarà possibile l’aiuto da parte di animatori formati.
  • Il pacchetto assistenziale personalizzato sarà concordato con l’utente ed i suoi familiari e sarà offerto o gratuitamente se l’ISEE del paziente è inferiore a 8.000 euro annui (prima fascia), a prezzo agevolato se l’ISEE posseduto è da 8.000 a 18.000 euro (seconda fascia). Il divario tra il costo effettivo del servizio e la quota a carico del paziente sarà finanziato dal fondo del progetto.
  • Faccio alcuni esempi: per una seduta di fisioterapia a domicilio, verrà chiesto al paziente di seconda fascia ISEE di pagare una quota di 15 o 20 euro (a seconda del tragitto che il terapista deve affrontare per raggiungere l’abitazione del paziente). Il restante costo della prestazione verrà pagata dall’Associazione al professionista sanitario. Il professionista fornirà al paziente una fattura, scaricabile, relativa alla somma ricevuta dallo stesso. Per le visite geriatriche e fisiatriche a domicilio i pazienti di seconda fascia, pagheranno 35 euro. Se la visita geriatrica verrà fatta da me, dato che io intendo comunque erogarla gratuitamente, il paziente corrisponderà metà della tariffa (35 euro) come donazione all’Associazione per sostenere il progetto. L’Associazione rilascerà le ricevute relative alle donazioni. I professionisti saranno pagati o totalmente dall’Associazione ( pazienti con ISEE di prima fascia) o per metà dal paziente e per metà dall’Associazione “Non perdiamo la testa”. Per segnalare casi meritevoli di usufruire del progetto si può scrivere alla seguente mail: acasamia.associazione@gmail.com

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